Coro Parrochiale

Il canto e la poesia sono il linguaggio dell’innamorato che realizza di non poter esprimere il suo sentimento con le parole della quotidianità.
È per questo che la Chiesa, quando incontra Gesù, suo sposo, sente l’esigenza di adornare i propri gesti con la musica e con il canto.
È con questo spirito che amiamo vivere le celebrazioni, con la gioia di fare qualcosa di bello e che ci piace.
Cantare è un modo per coinvolgere nell’incontro con Gesù il cuore, la mente e tutto il nostro corpo.
E farlo insieme è ancora più bello.
Ecco perché un coro, come in un gioco di squadra.
Ecco perché cercare di fare in modo di coinvolgere tutta l’Assemblea che celebra l’incontro con il Signore. Perché insieme è ancora più bello.
Ecco perché sforzarsi per preparare e fare le cose con cura e attenzione, cercando di scegliere i canti più adatti per la liturgia e per coinvolgere quante più persone possibile. Perché le celebrazioni siano più accessibili.
Perché prepararle insieme, con cura, le rende più belle.
Ecco perché ci piace accogliere tutte le persone che condividono questa nostra gioia, l’amore e il gusto per il canto.
Perché, non so se si è capito, insieme è ancora più bello!
Per questo ci troviamo una sera alla settimana per le prove dei canti, e poi alla domenica ci dividiamo per animare le varie messe. Ma quando ci sono le più importanti messe comunitarie (Veglia di Pasqua, notte di Natale, la festa di N. S. di Lourdes, etc.) ci riuniamo per animare la liturgia tutti assieme.
E se vi abbiamo incuriosito, veniteci a salutare alla fine della messa.

Ministri Straordinari
della Comunione

I ministri della comunione sono uomini e donne che nella Chiesa svolgono diversi servizi collaborando soprattutto con chi presiede l’Eucarestia. Per svolgere il loro servizio in collaborazione con il parroco frequentano un corso di formazione fino al momento in cui viene loro conferito, da parte del Vescovo stesso, il mandato di Ministri Straordinari della Comunione. 
In accordo con il parroco essi distribuiscono la Santa Comunione durante le celebrazioni eucaristiche e soprattutto portano la stessa Comunione agli infermi in visite periodiche.
È questo un momento di grande conforto: proclamare e ascoltare la Parola di Dio nella casa di chi vive un momento di infermità, di prova o semplicemente è impedito ad uscire a causa dell’età o di altri impedimenti, poter condividere il pane eucaristico nella Santa Comunione, vivere il tempo del ringraziamento al Signore sono quei passi che consentono di vivere insieme i gesti e le parole che annunciano la salvezza.
Per avere la visita di un ministro che periodicamente venga a portare la Santa Comunione alle persone impedite che non riescono a recarsi autonomamente alle celebrazioni della Santa Messa, basta contattare la segreteria parrocchiale.

Chierichetti

Essere chierichetto significa mettere a disposizione del parroco il proprio aiuto per rendere più fluide e solenni le funzioni religiose. Il chierichetto è una figura che dà la possibilità, durante la Messa, di avere un ruolo attivo. Io iniziai a fare il chierichetto in seconda elementare, cominciai perché per i miei genitori, con me e mio fratello affianco sulla panca che ci dimenavamo come serpi, era difficile seguire la celebrazione dal canto iniziale a quello finale. La maggior parte dei bambini fatica a seguire la Messa perché si annoia e non capisce i gesti che si fanno, per questo l’aiuto maggiore che ho ricevuto è stata la proposta di fare il chierichetto. Queste figure si distinguono rispetto alle altre che aiutano l’animazione della Messa perché si parano (indossare la veste bianca) e in qualche modo si avvicinano al prete. Mi sono sempre sentito fiero di aiutare direttamente il celebrante perché sentivo di far parte anche io alle Messe e provavo qualcosa di vivo dentro di me da quando indossavo la veste bianca in sacrestia, che tuttora non riesco a spiegare. Quando cominciai ero io che spingevo per arrivare in anticipo a Messa e non più i miei genitori che dovevano trascinarmi fuori di casa per arrivare quando il prete aveva già iniziato con l’atto penitenziale. L’ essere chierichetto aiuta a comprendere meglio i gesti, i simboli e tutto ciò che accompagna la liturgia della Parola. Non soltanto durante il tempo ordinario ma anche durante il tempo di Pasqua e di Natale. Intorno a questo ruolo durante la messa si è creato un bel gruppo di ragazzi che vengono a Messa con costanza e servono quando possibile. Secondo ciò che ho vissuto fino ad ora, credo che questo servizio che si fa per la comunità arricchisca la propria Fede e sia una testimonianza viva per tutte quelle persone meno coinvolte in una realtà parrocchiale.